L'arte della ricchezza by Alfio Bardolla

L'arte della ricchezza by Alfio Bardolla

autore:Alfio Bardolla [Bardolla, Alfio]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Autoaiuto, Economia
ISBN: 9788871570464
Google: ARouDwAAQBAJ
editore: GOODmood
pubblicato: 2017-07-24T22:00:00+00:00


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Parlare a se stessi

quando si ha paura

Nel mio primo libro vi ho parlato del linguaggio e del dialogo interno. Come contribuiscono a influenzare le nostre paure? Quanto ci diciamo che abbiamo paura e che una cosa ci spaventa stiamo creando la nostra paura.

Molti studi hanno approfondito il tema delle paure per arrivare a concludere che spesso esse sono irrazionali e non hanno niente a che fare con le statistiche. Per esempio dopo l’11 settembre milioni di americani hanno smesso di usare l’aereo per ogni spostamento, e dove possibile lo hanno sostituito con l’automobile. Questo ha aumentato gli incidenti stradali, e le vittime sono decine di volte superiori a quelle causate dagli incidenti aerei. Le statistiche e i dati dimostrano che l’aereo è enormemente più sicuro dell’auto, ma gli americani hanno attivato il loro dialogo interno e si sono convinti di quanto sia pericoloso volare, e lo hanno fatto avendo ben in mente l’ancora dello schianto degli aerei sulle torri gemelle. Raccontandosi quanto fosse insicuro e spaventoso utilizzare l’aereo, hanno usato il dialogo interno per generare paura.

Come ho già spiegato, non serve usare frasi come «non ho paura», perché il nostro cervello non riconosce le frasi in negativo. È utile invece utilizzare frasi in positivo con un tono di voce calmo e rassicurante. Sì, anche il tono che usiamo per parlare interiormente con noi stessi conta. La paura aumenta quando il nostro dialogo interno ha un tono ansioso, e diminuisce quando ha un tono calmo e pacato.

Ma il dialogo interno non è l’unico modo per generare paure irreali. Anche esprimere ad alta voce le nostre paure agli altri può essere dannoso; infatti, a meno che non abbiamo dei motivi più che validi per farlo, le persone a cui le raccontiamo ci tratteranno di conseguenza, e magari inconsciamente rafforzeranno le nostre paure non «reali». Le parole e il linguaggio definiscono qual è la nostra relazione con la paura. Dichiarare «ho paura di…» è molto diverso dal dire «sono impaurito».

«Avere paura di…» infatti, è qualcosa che si può prendere o lasciare, qualcosa che non ti appartiene sempre, ma solo in un determinato momento o in una determinata situazione. Dire invece «io sono impaurito» riguarda direttamente l’identità, chi crediamo di essere. E tutto ciò che riguarda l’identità è molto più difficile da perdere e disimparare rispetto a un’abitudine che invece è esterna a essa.

Sant’Agostino diceva che il presente ha 3 dimensioni: il presente delle cose passate, il presente delle cose presenti e il presente delle cose future. Anche la paura viene da 3 direzioni: dal passato, dal presente e dal futuro.

Le paure non reali possono arrivare dal passato. Per esempio puoi pensare a qualcosa di brutto che ti è successo in passato e provare ancora paura. In casi estremi si parla di disturbi post-traumatici, soprattutto per persone che hanno subito gravi traumi o abusi. La paura del passato viene da esperienze non piacevoli e dal sentirsi in ansia a causa dei brutti ricordi.

Tutti sappiamo che non possiamo cambiare il passato; quello che a volte non consideriamo è che possiamo imparare da esso.



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